Quarta serata, trionfa Rocco Hunt

La quarta serata del Festival di Sanremo 2014 si apre come si era chiusa la scorsa edizione: con Marco Mengoni. Il vincitore del 2013 omaggia Sergio Endrigo con una riproposizione di “Io che amo solo te”.

Tutti i concorrenti – come Mengoni – dovranno esibirsi con un pezzo a scelta appartenente alla storia musicale italiana in quella serata, la quarta, che solitamente è dedicata ai duetti. Rompono il ghiaccio i Perturbazione, affiancati da una sensuale Violante Placido, che omaggiano Francesco De Gregori con “La donna cannone”. Poi irrompe l’attore Riccardo Scamarcio, che si cimenta alla batteria con “I’ve got a devil in me” di Zucchero con Francesco Sarcina. Seguono Frankie Hi-Nrg e l’amica Fiorella Mannoia con “Boogie” di Paolo Conte, poi l’acclamatissima Noemi con “La costruzione di un amore di Ivano Fossati” e Francesco Renga (con Checco dei Modà) con “Un giorno credi” di Edoardo Bennato.

Primo ospite: il Mago Silvan, che rimpicciolisce Luciana Littizzetto all’interno di una scatola, per un divertitissimo Fabio Fazio.

E poi si prosegue con i concorrenti. E’ la volta di Ron e di “Cara” dell’amico Lucio Dalla, poi sale sul palco Arisa (con il gruppo danese dei Whomadewho) che rovina “Cuccurucucu” di Franco Battiato.

Fa il suo ingresso sul palco un fuoriclasse, che gioca pure in casa: Gino Paoli, che si prodiga in un medley tra Lauzi, Bindi e De Andrè (e chiude con “Il cielo in una stanza”) affiancato dal pianista Danilo Rea.

Dopo un “anziano” della musica, di contrappasso, è la volta dei giovani. Che stasera fanno i conti anche con il verdetto finale, che indicherà un vincitore. Inizia Deodato, continua Zibba, prosegue Rocco Hunt e chiude The Niro.

Tocca a un altro ospite, l’attore Luca Zingaretti, che dal palco dell’Ariston ricorda la figura di un eroe italiano: Peppino Impastato, nato a Cinisi (Palermo), che ha lottato strenuamente contro la mafia nonostante fosse figlio di un mafioso. Lotta che gli è costata la vita, ucciso il 9 maggio 1978.

Riccardo Sinigallia fa pubblica ammenda per l’ingenuità di aver cantato il suo pezzo la scorsa estate, ingenuità che gli è costata la squalifica dalla gara. Poi la strana coppia Gualazzi-Bloody Beetrots, che conta sulla presenza di un pezzo da 90 della musica: Tommy Lee, batterista dei Motley Crue. “Nel blu dipinto di blu” come mai era stata sentita.

E’ poi il turno di Cristiano De Andrè, che al piano ricorda suo padre, Faber, con una versione magistrale di “Verranno a chiederti del nostro amore”. Segue Simona Molinari con “Non arrossire” di Giorgio Gaber.

Poi il punto più basso: il monologo di Enrico Brignano, che altro non è se non una marchetta al suo spettacolo su Aldo Fabrizi. Meglio sorvolare.

Riprendono i tributi: Boni-Haber-Ferreri rovinano “Il mare d’inverno” di Loredana Bertè, Antonella Ruggiero impreziosisce “Una miniera” dei New Trolls, Giuliano Palma canta “Je sto cca” di Pino Daniele. Poi torna Sinigallia, che ingaggia il trio Rei-Turci -Arzilli per regalare una bella performance di “Ho visto degli Zingari felici” di Claudio Lolli.

Dopo la lunga esibizione dell’italo-scozzese Paolo Nutini, ecco il verdetto: tra i giovani trionfa il rapper napoletano Rocco Hunt, che canta di Terra dei Fuochi e speranza. E via di lacrime e ringraziamenti.

Nota stonata: Fabio Fazio ci ha messo veramente troppo a ricordare Francesco Di Giacomo, cantante del Banco del Mutuo Soccorso, scomparso in un incidente stradale nei pressi di Roma.

Potrebbero interessarti anche...